Farina di pistacchi richiamata dai supermercati per livelli eccessivi di ocratossina

L’allerta del ministero della Salute per rischio chimico

Farina di pistacchi richiamata dai supermercati per livelli eccessivi di ocratossina

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C'è un'ultima allerta alimentare pubblicata nell'apposita sezione sul sito web del Ministero della Salute, dedicato agli avvisi dei prodotti non conformi, che ha segnalato il richiamo in via precauzionale da parte del produttore di diversi lotti di farina di pistacchi a marchio Fruit’s Better per la potenziale presenza di ocratossina A oltre i limiti di legge. Il prodotto in questione è venduto in confezioni da 200 grammi con i numeri di lotto 24074, 24078, 24080, 24088, 24094, 24095, 24106 e 24113 e il termine minimo di conservazione del 31/03/2025 e 30/04/2025. La farina di pistacchi richiamata è stata prodotta dall’azienda Mocerino Frutta Secca Srl con stabilimento a a Somma Vesuviana, nella città metropolitana di Napoli, in via Pizzone 5. Il motivo indicato sull’avviso di richiamo è la presenza di livelli di ocratossina A superiori al limite previsto dal Reg. UE 2023/915 di 5 µg/kg. L’azienda fa sapere anche che potrebbero verificarsi “possibili disturbi gastrointestinali dovuto all’ingestione dell’alimento contaminato da elevate concentrazioni di OTA (ocratossina A, ndr)”. Per precauzione Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” raccomanda di non consumare la farina di pistacchi incriminata venduta con il formato e il numero di lotto indicato e a restituirlo al punto vendita d’acquisto per il rimborso. Con l’occasione evidenziamo, inoltre, che l'EFSA ha pubblicato un parere scientifico sui rischi per la salute pubblica connessi alla presenza negli alimenti di ocratossina A (OTA), una micotossina prodotta naturalmente da alcune muffe, che può essere presente in una serie di alimenti tra cui cereali, carne conservata, frutta fresca e secca, e formaggi. Dall’ultima valutazione EFSA del 2006 sono emersi nuovi dati che indicano che l'OTA può essere genotossica poiché danneggia direttamente il DNA . Gli esperti hanno confermato che può essere anche cancerogena per il rene. Pertanto gli esperti hanno calcolato il cosiddetto margine di esposizione (MOE ). Si tratta di un calcolo utilizzato dai valutatori del rischio per analizzare possibili timori in termini di sicurezza derivanti dalla presenza in alimenti e mangimi di sostanze sia genotossiche sia cancerogene. Nel suo precedente parere l'EFSA aveva stabilito una soglia di assunzione settimanale tollerabile (DST ) basata sulla tossicità e la cancerogenicità per il rene. Stavolta nel calcolare lo MOE gli esperti hanno utilizzato un approccio più prudenziale e hanno concluso che esistono motivi di preoccupazione sanitaria per la maggior parte delle fasce di consumatori.

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